giovedì 10 aprile 2014

Sabato 25 Gennaio 2014


Scambio di messaggi su WhatsApp e appuntamento fissato per le 15 e 15 al solito posto, la Madonnina accanto al Ponte del Mare, luogo d'incontro di molti appassionati della corsa, del gruppo pescara runners, di giovani skaters o semplicemente di gente che vuole passeggiare sul lungomare di Pescara.
L'orario è perfetto, avrei potuto dire alle 15 in punto, ma i quindici minuti in più lo rendono ideale perché mi consentono di svolgere tutto con relativa calma senza darmi la possibilità di farmi pensare che ho saltato il pranzo creando rimpianti e malumori non adatti alla corsa. Finisco di lavorare alle 14, come previsto la mia collega fa qualche minuto di ritardo, pochi per fortuna, ma mi intrattiene in chiacchiere su quello che è successo in settimana in hotel, commenti sugli Australian Open ecc. le dico che devo andare a correre e lei come se fosse una mamma mi sentenzia:
- “tu sei pazzo! Con questo tempo???”

Facendomi notare che il cielo è sempre più...grigio scuro...
Nana nana nana♫...ma il cielo è sempre più grigio!...mi viene da pensare.
Ci vado lo stesso!

Torno a casa, mi preparo con relativa calma, e mi reco all'appuntamento anche con qualche minuto di anticipo. Contemporaneamente arriva mio cugino Stefano, l'unico matto che mi accompagna oggi.
Un breve saluto, una battuta, mi regala una cover per l'iPhone che lui precedentemente mi aveva regalato, gentile come sempre e ci prepariamo per partire. Solo qualche minuto per accennare uno stretching molto amatoriale, durante il quale decidiamo che tipo di sessione fare.
Innanzitutto...al contrario di tutte le altre volte, scegliamo di puntare verso sud. Nella corsa è essenziale cercare di variare i percorsi perché se da un lato è vero che fare lo stesso tracciato aiuta a capire i propri progressi in termini di ritmo e distanza, dall'altro variare è utilissimo per spezzare la monotonia propria della corsa, e quale cosa migliore di cambiare percorso?
Ci prefiggiamo di correre in totale per 15 km, che sarebbe un ottimo traguardo visto che la nostra distanza maggiore è stata 18 km fatti con le ossa rotte due settimane prima. Perciò facciamo partire Runtastic e le gambe e ci dirigiamo verso Francavilla. Non piove...ma sta per.

Dopo circa un km da lontano vediamo una ragazza che corre sulla spiaggia...sembra una bella pecora e accenniamo un saluto, lei ricambia, così io subito propongo di correre sulla spiaggia e seguirla, ma mio cugino mi riporta sulla retta via.
Dieci minuti dopo la partenza, circa, comincia a piovere, come avevamo previsto. È una pioggerellina leggera, che non ci da molto fastidio. Proseguiamo mantenendo un passo buono per i nostri standard, 5 e 30, 5 e 35 minuti al km, così ci diciamo di rallentare se vogliamo arrivare alla fine. Ma nonostante i buoni propositi, la vocina di Runtastic ad ogni km sentenzia lo stesso tempo.
Ai 5 km siamo a piazza Asterope, a Francavilla. Quando arriviamo ai 7,5 km cioè il punto che ci eravamo prefissati per rigirare, siamo a poche centinaia di metri dal pontile di Francavilla, tiriamo dritto e quando ci arriviamo il GPS dice che abbiamo fatto otto km. Sul pontile la pioggia si intensifica, il mare è in tempesta e senza smettere di correre riusciamo a farci due foto, che ovviamente vengono male...a testimonianza delle condizioni avverse.
Sulla strada per il ritorno capiamo subito che quella che sembrava pioggia sottile, controvento è diventata molto intensa, cosa che ci fa pensare ad un ritorno molto difficile.
Nonostante ciò, il ritmo è sempre lo stesso, proviamo a rallentare ma non ci riusciamo.
- “dobbiamo rallentare” - dice Stefano
- “sono d'accordo” - ripeto io

Ma il ritmo rimane sempre lo stesso, e io mi sento bene, la pioggia dà fastidio ma rinfresca..siamo gli unici a correre, dopo la pecorella all'inizio non abbiamo incontrato più nessuno, eppure è un sabato pomeriggio e a Pescara di solito c'è sempre qualcuno che corre, molto strano.
Al tredicesimo km superiamo il confine e rientriamo a Pescara, il ritmo è sempre lo stesso e io inizio a pensare ad un'idea strana...quella di continuare a correre oltre il punto dal quale siamo partiti. Ci rifletto un po’ ma non accenno ancora niente a Stefano.
Due settimane prima lui aveva acquistato online un piano di allenamento stilato da Dieter Baumann, ex campione di corsa tedesco, tale piano aveva come obiettivo far riuscire a correre la mezza maratona, 21km e 100m in meno di due ore, con un allenamento che durava ben sedici settimane.
Io gli avevo detto che per me era una stronzata, che in poche settimane potevamo farcela, ma lui non era del mio stesso avviso.
Sgambata dopo sgambata..gli illustro la mia idea.

-“ a Stè...sto pensando a una cazzata!” Dico io.
- “eh?” Mi risponde
- “perché non proviamo a fare la mezza maratona?”
- “ma vaffanculo!” Controbatte.

Allora gli spiego le mie ragioni...stiamo correndo bene...passeremo ai sedici km in un'ora e mezza circa....a quel punto dovremo solo mantenere un passo di 6 minuti al km e sarà fatta!!!! In aggiunta, ora non sta piovendo più e le nuvole si stanno aprendo facendo uscire un bel raggio di sole. Le condizioni sono ideali. Sembra il giorno del giudizio.
Lui mi risponde dicendo che la corsa non è matematica, non si sommano le distanze, non si può solo moltiplicare per due, o aggiungere km pensando di mantenere lo stesso ritmo.
Un po’ ha ragione, ma non del tutto..stiamo correndo bene per come siamo abituati a fare di solito...dobbiamo rallentare un po’..proviamoci.
Arriviamo al Ponte del Mare e abbiamo percorso sedici km, come previsto stiamo ad un'ora e trenta minuti...e la decisione è stata presa! Si continua!
Con entusiasmo e morale alle stelle passiamo i 17, i 18..e la stanchezza ora si fa sentire, il ritmo è più lento di 10/15 secondi al km, le braccia mi tremano, le mani si sono addormentate e inizio un po’ a preoccuparmi, ma di fiato mi sento bene, anche se le gambe le sento più dure.
Quasi ai 19 ordino di rigirare e d’ora in poi si tratta solo di tornare al Ponte del Mare, le gambe vanno da sole...il ritmo è quello e qualsiasi variazione ci stroncherebbe. Alla fine accenniamo un piccolo scatto infantile. La nostra prima mezza maratona chiusa in 1 h 59 min 14 secondi, meno di due mesi fa era un'utopia e il piano di allenamento delle sedici settimane va a farsi benedire.

Ce l'abbiamo fatta, e ci abbracciamo, perché si…è vero saranno passati venti/venticinque anni da quando giocavamo insieme nel giardino di casa, ma noi stiamo ancora qua a scoprire cos'è la vita. E mi sento distrutto, ma in forma, finalmente felice, moralmente un leone perché dopo tanto tanto tempo sono tornato a vivere di passioni, le mie!...e mentre salvo il tutto, il cellulare squilla per un nuovo pupazzo senz'anima e senza cervello, pazzo si ma mica scemo...le farò fare solo qualche squillo senza perdere tempo in lunghe "telefonate".
Mi capiranno in pochi, forse nessuno, ma non m'importa. Io mi sento Cekketto, dopo tanti anni, me stesso!


mercoledì 9 aprile 2014

Menu' del giorno - Panini con le cozze


Da un alcolica idea di MJ, che poi non è venuto...ma si sa i compiti sono i compiti e si devono fare, nasce il panino con le cozze. 

INGREDIENTI
- Cozze: il più possibile
- olio: qb
- aglio: qb
- cocente: #QCS! 
- prezzemolo: sta da tutte le parti, come lui.
- fondo residuo di sughetto scampi, mazzancolle, cozze appunto, gallinella: ci stava, ce li so' miss'...che poi la pecorella è meglio ed anche piu' bona.
- pane: baguettes varie...perchè le cozze con un pò di francesismo ci stanno bene, che cazz' vulet' capì?
- Limone: uno spruzzo is good!

Còcere tutto per una frega di tempo, perchè le cozze..si sa..sono belle porche ma possono fare male se non cotte bene, fino a quando l'assaggiatore non ti dice: "bon'..bon'!" Allora sono pronte. 
Nel frattempo dividere i panini in due e mbognerli nel sughetto fin quando non "fa la paperella" (cit. sig. Felice), ficcare bene le cozze nel panino, in caso contrario ficcare di nuovo e poi rificcare. Servire prontamente in tavola con il pane ancora bello mbusso e le cozze straripanti...alla Fognini!

Commento del regista
"E' stato un azzardo calcolato, vista la novità mondiale del panino con le cozze. In realtà molti non credevano nella possibilità di questo connubio che poi è stato effettivamente realizzato nell'incredulità dei presenti. Il gusto era interrogativo, nel senso che sapeva di tutto ma non sapeva di un cazzo, comunque i commensali pare che hanno gradito perchè sann' magnat' tutt!!! 
Per la prossima volta ci vedo bene degli arrosticini sparsi sul tavolo come contorno."

Migliorabile l'aspetto del cocente, appena crescerà il più piccante del mondo Trinidad Scorpion regalato da li cumbign' allora sarà #QCC! (Quanta cazza' coce!)...al posto di #QCS!(solo per intenditori).


domenica 30 marzo 2014

PATTERN

http://it.wikipedia.org/wiki/Pattern

Pattern è un termine inglese, di uso diffuso, che può essere tradotto, a seconda del contesto, con disegno, modello, schema, schema ricorrente, struttura ripetitiva e, in generale, può essere utilizzato per indicare una regolarità che si riscontra all'interno di un insieme di oggetti osservati (per esempio, le macchie di un ghepardo o la ripetizione di una determinata sequenza all'interno di un insieme di dati grezzi) oppure la regolarità che si osserva nello spazio e/o nel tempo in determinati fenomeni dinamici (per esempio, la danza delle api o la circolazione delle masse d'aria calda e fredda nell'atmosfera). L'uso di questo termine si ritrova in diversi ambiti:
  • in architettura e nel design indica la ripetizione geometrica di un motivo grafico su un piano;
  • nella programmazione orientata agli oggetti del software un design pattern è una soluzione progettuale a un problema ricorrente;
  • Design Patterns è il titolo del libro che creò il movimento pattern nell'informatica;
  • nello studio della chitarra[2] i pattern sono le posizioni che le varie scale musicali assumono ripetutamente sul manico oppure i cosiddetti "box", frasi ritmico-melodiche che si suonano, in qualsiasi posizione, ma replicandole una di seguito all'altra magari con qualche piccola variazione o enfasi;
  • in informatica, si parla di pattern relativamente ad algoritmi specifici, a volte ricorsivi, che seguono uno schema prestabilito, come ad esempio le funzioni di ricerca in una stringa. In tale contesto specifico, il pattern rappresenta anche la stringa (o insieme di stringhe) da ricercare;
  • in biologia con pattern (tradotto a volte come "profilo") ci si riferisce a diversi tipi di regolarità, come ad esempio le regolarità delle sequenze biologiche di DNA o di proteine che permettono il riconoscimento e il legame specifico tra molecole, o le regolarità nel livello di espressione dei geni delle cellule che permettono il riconoscimento sperimentale di diversi tipi cellulari tra cui tipi di cellule tumorali, o le regolarità negli eventi che avvengono durante processi quali lo sviluppo di un organismo, o anche le regolarità nel comportamento degli animali;
  • in zoologia individuano la disposizione e distribuzione di organi o di macchie sul corpo dell'animale, ad esempio il pattern oculare di un ragno indica la distribuzione e la disposizione degli occhi; il pattern maculare di un leopardo indica la distribuzione delle macchie sulla pelle;
  • i pattern sono i percorsi che vengono eseguiti dai concorrenti nelle gare della disciplina del reining;
  • in psicologia indica una configurazione di stimoli che si presentano a costituire un'unità percettiva. Il significato è quindi simile a quello di Gestalt o forma, ma in quest'ultimo termine è maggiormente messo l'accento sull'aspetto della strutturazione;
  • in meteorologia il pattern è una situazione meteo, su larga scala, che si ripete in una determinata zona per un determinato periodo di tempo. Ad esempio: nei tre inverni 2010-2012, in Europa un pattern è stato il susseguirsi di split del vortice polare artico (piuttosto debole) con relative e ripetute incursioni di aria molto fredda nel cuore del continente;
  • in psicometria indica un insieme di risultati che formano una certa struttura (di solito una correlazione tra variabili);
  • in ingegneria come "schema di progetto".[3]
A parte questi ambiti codificati, si usa il termine pattern anche in altri contesti (la politica, gli aspetti sociali o affettivi o lavorativi, ecc.) quando si vuole significare uno schema (di comportamenti, azioni, fenomeni, situazioni) che ricorre.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pattern, dall'inglese, indica il disegno ornamentale di una superficie:per esmpio un tessuto, una tappezzeria, una pavimentazione. la composizione di un Pattern è data dal moltiplicare e affiancare tra loro, secondo una griglia regolare e ordinata, tanti moduli base identici tra loro, secondo le regole della simmetria traslatoria.
  2. ^ Medesimo concetto vale anche per altri strumenti musicali, soprattutto quelli a corde
  3. ^ Alexander, Christopher (1977). A Pattern Language: Towns, Buildings, Construction. Oxford University Press, USA. p. 1216. ISBN 0195019199.

sabato 29 marzo 2014

mercoledì 26 marzo 2014

Flogging Molly - Float



Drank away the rest of the day,
Wonder what my liver would say,
Drink... That's all you can.

Blackened days With their bigger gales,
Blow in your parlor to discuss the day,
Listen... That's all you can.

Ah but don't, no don't sink the boat,
That you built, you built to keep afloat.
Ah no don't, no don't sink the boat,
That you built...

Sick and tired of what to say,
No one listens anyway,
Sing... That's all you can.

Rambling years of lousy luck,
Ya miss the smell of burning turf,
Dream... That's all you can.

Ah but don't, no don't sink the boat,
That you Built, you built to keep afloat,
Ah no don't, no don't sink the boat,
That you built... That you built to keep afloat.

Singled out for who you are,
It takes all types to judge a man,
Feel... That's all you can.

Filthy suits with bigot ears,
Hide behind their their own worst fears,
Live... That's all you can.

It's all you can.
It's all you can... do.

No matter where I put my head,
I wake up feeling sound again,
Breath... It's all you can.

Tomorrow smells of less decay,
The flowers create this blooming fray,
Be thankful... That's all you can.

Ah but don't, don't sink the boat,
That you Built, you built to keep afloat.
Ah no don't, no don't sink the boat,
That you built... you built to keep afloat.

Ah no don't, no don't sink the boat,
That you built, that you built to keep afloat.

A ripe old age,
A ripe old age,
I'm a ripe old age,
That's what I am.

I'm a ripe old age,
A ripe old age,
A ripe old age,
Just doing the best I can.

A ripe old age,
A ripe old age,
A ripe old age,
That's what I am!

A ripe old age,
A ripe old age,
A ripe old age,
Just doing the best I can!

The best I can!

giovedì 27 febbraio 2014