
«Come tanti sono un fan sfegatato di quel telefilm. Ci sognavo - spiega - e avrei voluto anche io un giorno guidare Kitt. Tutto è cominciato sei sette anni fa: trovai una Pontiac a mille e 500 euro. Era il minimo per puntare a una replica. Ma ancora non ci pensavo, non volevo fare una replica. Solo averne una. E poi per mille e 500 euro...». Il colore dell'auto è stato lo sprone ad andare oltre. «La macchina era verde e ho cominciato col farla nera. Poi si sa, l'appetito vien mangiando e dal musetto, i cerchi, tutte le appendici ho pensato: si può fare».
Dopo due anni la prima creatura di D'Ambrosio ha visto la luce. Completa in tutti i particolari, led rosso a onda, anche il celebre tasto "turbo boost" per salti in questo caso immaginari e la possibilità di interagire con Kitt attraverso i comandi vocali e un computer di bordo che se non è intelligente, quanto meno può fornire l'accesso a internet utile a trovare la risposta a quasi ogni domanda. Il risultato? Celebrità assicurata, almeno in città. «Ci vado a fiere, raduni e manifestazioni. Una volta al mese il giro per le strade di Foggia. Alcuni vogliono gli autografi, pensano sia un attore o chissà. Però dieci su dieci si girano a guardarla, come polizia e carabinieri. Ti fermano, tutti ti fermano, ma alla fin fine vogliono solo vederla da più vicino».




